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CHAUMONT-PHOTO-SUR-LOIRE

22 nov 2026 – 28 feb 2027

Man mano che la nostra conoscenza del mondo progredisce, quest'ultimo sembra paradossalmente diventare sempre più inafferrabile. I paesaggi cambiano, le stagioni perdono il loro equilibrio, i punti di riferimento si spostano, mentre le immagini si moltiplicano fino, talvolta, a nascondere ciò che pretendono di mostrare. Di fronte a questa proliferazione, alcuni artisti scelgono di rallentare lo sguardo. Non cercano di registrare la realtà, ma di rivelarne le profondità, le metamorfosi e le molteplici dimensioni. Nelle loro opere, la fotografia cessa di essere una semplice trascrizione del visibile per diventare uno spazio di pensiero, immaginazione ed esperienza. È in questo spirito che si inserisce questa nuova edizione di Chaumont-Photo-sur-Loire. Le opere riunite interrogano non tanto ciò che vediamo, quanto il modo in cui lo osserviamo. Ci invitano a varcare la soglia delle apparenze per scoprire un mondo in cui il tempo, la memoria e i racconti compongono una realtà più vasta di quella che si offre al primo sguardo.​

Nell'Asineria, Gilbert Fastenaekens apre il percorso con una fotografia che prende forma nel tempo. Da diversi decenni, l'artista torna instancabilmente negli stessi territori, lasciando che il tempo trasformi il suo sguardo tanto quanto i luoghi che osserva, spesso carichi di storia, memoria e dolore. I frammenti di foresta del Luberon presentati in questa mostra non descrivono soltanto un paesaggio. Ci mettono in contatto con una presenza nata da un'osservazione paziente, in cui ogni ramo, ogni tronco e ogni bagliore di luce rivela la forza discreta e profonda della vita.
Nella Galleria Agnès Varda, Arnaud Lesage prosegue questa riflessione mettendo in discussione i fondamenti stessi della nostra percezione. Attraverso il capovolgimento e il negativo, i paesaggi della serie Oxoscapes perdono i loro riferimenti familiari per diventare spazi di incertezza. Tra fotografia e costruzione mentale, queste immagini ci invitano a guardare il mondo come se le nostre abitudini percettive fossero ancora tutte da inventare.
Il percorso prosegue con Patrick Faigenbaum, le cui fotografie, presentate nella Galleria del Porcospino, testimoniano un'opera in cui la luce, la composizione, il colore e il tempo conferiscono anche agli oggetti più semplici una presenza singolare. Frutti, elementi vegetali, tessuti e materiali in vetro acquistano un'intensità paragonabile a quella dei volti umani. Attraverso di essi, l'artista compone una meditazione in cui la memoria crea legami sottili tra l'uomo, i luoghi e le cose.
Nella Galleria bassa dell’ala Est del Castello, Sabine Pigalle evoca l'immaginario di Les Quatre Saisons. Erede della storia dell'arte e al tempo stesso esperta delle possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee, compone immagini in cui i cicli della vita incontrano i grandi racconti simbolici. La vegetazione ricopre progressivamente le figure umane, ricordandoci che l'uomo appartiene pienamente al mondo naturale, di cui condivide i ritmi e le trasformazioni.
Infine, nella Galleria Bassa del Fienile, Raphaëlle Peria trasforma la fotografia in una materia viva. Attraverso un paziente lavoro di graffiatura, rivela un'immagine nascosta sotto la superficie della stampa fotografica. Fogliame, rocce e corsi d'acqua sembrano ricomporsi in una delicata trama di linee bianche, come se il paesaggio custodisse già in sé le tracce del proprio divenire. Il gesto artistico svela così ciò che attendeva di essere visto

Questa nuova edizione di Chaumont-Photo-sur-Loire riunisce dunque cinque approcci artistici profondamente singolari, accomunati dal fatto di concepire la fotografia come un luogo di trasformazione. Tutti ci invitano a sospendere le nostre certezze, a rallentare lo sguardo e a riconoscere, nelle forme più familiari della natura, una parte di ignoto. Più che mai, la fotografia appare come un'arte dello svelamento e della rivelazione.

Chantal Colleu-Dumond
Curatrice di Chaumont-Photo-sur-Loire

I FOTOGRAFI



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