Lungi dal limitarsi a ricette e gesti ripetitivi, la gastronomia è un’espressione culturale a pieno titolo, riflesso della necessità universale di nutrirsi e della volontà di appartenere a un gruppo, riflesso ancora di innumerevoli tradizioni, innovazioni, tecniche e tendenze. Il tutto diversificato da ogni geografia, epoca, classe sociale o comunità. Fin dall’Antichità, i testi si impegnano a trasmetterci il modo in cui noi e gli altri trattiamo, consumiamo e fantastichiamo gli alimenti. Se gli dèi dell’Olimpo si nutrono di ambrosia e di nettare, Ulisse e i suoi compagni gustano invece pane, carne, pesci, uccelli, latte, formaggio, miele… Nutrirsi implica dunque attingere alle viscere della terra, alle acque limpide dei fiumi e alle foreste generose. Quali gastronomie vicine alla natura può sviluppare il XXI secolo?
OSPITI
- Gabrielle Halpern, filosofa
- Roland Salesse, ingegnere agronomo, specialista in biologia molecolare e cellulare
- Pierre Sanner, direttore della Mission française du Patrimoine et des cultures alimentaires
- Olivier Roellinger, chef